ACHILOTTA

achilotta

Eravamo noi due: io e te. Per un attimo ho pensato che sarebbe stato come sempre e ho avuto paura.
Paura delle tue parole, dei tuoi sorrisi e delle tue mani, dei tuoi pugni. Ma ho deciso di rimanere, di
non muovermi. Avrei voluto dirti tutto, ma avresti picchiato più forte. Così ho deciso che ti avrei solamente guardato,che forse avresti capito.
Ho sentito i miei muscoli tendersi, il respiro affannarsi. Sentivo il tuo profumo farsi sempre più intenso. Era già odore di uomo. La tua voce, di ragazzo.

Sognavo di me e di te. A Roma, magari. Non l’ho mai vista, Roma. Avremmo passato le giornate a Villa Borghese, a ridere, e la sera avremmo visto insieme il tramonto dal Pincio, io tra le tue braccia.

Non mi ha fatto male cadere.
Non mi hanno fatto male i tuoi calci. Quelle lacrime non erano sincere.
Non mi hanno fatto male i tuoi sputi.
Forse non essere il tuo amore, ma solo un frocio di merda.

Dedicato a Simone, Roberto e a chi, come loro, non ha più avuto la forza di lottare.

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