C’è gente che deve dormire

La casa è una casa come tante, di quelle che i bambini ricordano come un triangolo, un quadrato, e porta e finestre come un sorriso.
C’è anche il giardino.
Vista da fuori, di giorno, è un disegno.
Fuori dalla porta ci sono il bambino, le braccia lungo il corpo, e la mamma e il papà e anche loro sorridono.
Di giorno.
Perché poi viene la notte con i suoi giochi. Il bambino li conosce a memoria. Ci sono i mostri sotto al letto, ci sono gli scheletri che indossano i suoi vestiti dentro gli armadi.
Può sentire il papà e la mamma che parlano. Dicono cose strane, versi che lui ancora non capisce, espressioni di un’età che non conosce. Sente muoversi qualcosa con forza, i due corpi con tutta la stanza.
Il mondo impazzisce prima di fermarsi, forse per sempre, un sempre che può durare tutta la notte o solo un attimo. Poi solo più la porta che si apre e la luce del bagno che si accende.
Click.
L’acqua che scorre.
Glu. Glu. Glu.
Uosh.
E lui resta nascosto sotto le lenzuola. Le tiene fin sopra la fronte, che i sogni non possano scappare.
No.
Che i mostri non allunghino le zampe, che gli scheletri non escano sfilando coi suoi vestiti.
No.
Ma quella notte il gioco è diverso, e lui lo sa.
Si affaccia dalla finestra e sposta la tenda. Schiude la palpebra della sua bella casetta. Pupilla di quell’occhio, guarda il giardino su cui si è sdraiata la luna, sposa dormiente.
Ci sono due ombre deformi, di quelle che lui proietta sul muro con le sue mani, quando pensa che per creare un cane, o un cervo, Dio non ha faticato poi così tanto.
Le ombre danzano per terra, unendosi e mischiandosi.
Finché una non si libera della sua natura urlando, un urlo umano. Poi resta ferma, mentre l’altra si alza. Ed esce, apre il cancello ed esce.
Quella notte niente Click.
Quella notte niente Glu Glu Glu.
Solo il silenzio.
Una tenda spostata e degli scheletri che, nudi, abiteranno per sempre in quegli armadi, ora con la faccia di sua madre, ora con quella di suo padre.
Shh…
C’è gente che deve dormire.

1 Commento

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Una risposta a “C’è gente che deve dormire

  1. agghiacciante. complimenti andrea

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