Diario di Nemo (giorno 2)

Oggi ho scritto poco, è vero.
Ho voluto dedicare la giornata a me stesso. Sentivo il bisogno di stancare il fisico e, per quello che mi riguarda, fare attività mi aiuta molto nella scrittura. Ad esempio, mi riporta fermamente nella realtà e allontana dal mondo del romanzo. Quando si scrive qualcosa, finché non si arriva alla conclusione, la testa lavora ininterrottamente per tutta la giornata. Per sfuggire a questo moto continuo, io ho bisogno dell’attività fisica. Un giro in collina con la bici , ad esempio. La salita più ripida, per quanto impegnativa, abitua la mia testa a pensare che non devo mollare, che posso farcela. Allo stesso modo, le discese mi restituiscono spensieratezza e leggerezza. Anche una sensazione di libertà. Non avendo obblighi, non essendo una gara, mi piace guardarmi attorno nella speranza di trovare qualcosa di interessante, come un fiore dalle tinte particolari che mi invogli a sentirne il profumo. Provare a riscoprire la natura è uno degli obiettivi che vorrei raggiungere.

La giornata è quindi passata così, coi 30 km di bici e l’ora e mezza in palestra.
Ma la serenità datami dalla giornata di ieri mi ha permesso di non avere fretta o ansia. So cosa devo scrivere, è tutto già nella testa, parola per parole. E comunque, tornato a casa che ormai era sera, ho voluto lo stesso iniziare a scriverlo.

Bottino di oggi: 1957 battute.

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