Rael, lo spirito della palude (o studio su “Racconti fantastici di Liao” di Pu Songling)

C’era un tempo un ricco funzionario del ministero che si chiamava Alheen. Era un uomo molto importante e quando camminava per strada tutti si affrettavano a inchinarsi per riverirlo. Aveva una barba nera molto lunga e molto folta di cui era orgoglioso e tutti i bambini della città di Ahreheo sognavano di averne una bella come la sua. Gli anziani dicevano che la sua barba era così pesante da andare a fondo in una bacinella d’acqua, anziché galleggiare.
Era molto arrogante e maltrattava tutti quelli che il suo rango gli permetteva di maltrattare. Molti erano i poveri e i mendicanti che aveva picchiato con il suo bastone di giada bianca. Al ministero lo temevano tutti, soprattutto una vecchia puzzolente che faceva le pulizie e che lui prendeva sempre a sputi, calci e bastonate mentre i funzionari guardavano e ridevano.
Un mattino, dopo essersi lavato e cambiato d’abito, Alheen notò nel lavandino un pelo lungo e bianco. Dapprima lo scambiò per il baffo della tigre Saar, spirito di Ahreheo, e se ne rallegrò perché compariva solo alle persone illustri in segno di buon auspicio. Dopo averlo osservato con attenzione, però, gli sembrò invece un pelo della sua barba e si preoccupò molto perché non ne aveva mai perso uno e non ne aveva mai avuto uno bianco. In preda all’agitazione e ai brutti pensieri, si affrettò a uscire.
Alheen non si presentò al ministero e tutti furono sorpresi perché era andato anche il giorno che era morta sua moglie.
La voce si sparse veloce veloce e alcuni funzionari dissero di aver visto Alheen correre per le vie di Ahreheo senza fermarsi, come se il demone Aru muovesse le sue gambe per produrre calore con cui bruciare la legna dell’Inferno. Altri ancora riferirono che l’Imperatore lo aveva chiamato alla Capitale perché voleva farlo governatore della regione.
Sentendo fare questi discorsi e dire tante bugie, la vecchia puzzolente che faceva le pulizie al ministero affermò di sapere dove fosse Alheen e che lo avrebbe detto in cambio di una ciotola calda di brodo di lepre e una caraffa di vino. Tutti erano curiosi e così le promisero ciò che voleva.
La vecchia puzzolente si sentì importante e disse che Alheen era andato in gran segreto dal contabile Turuc e che lei lo sapeva perché lo aveva seguito.
A quel punto tutti scoppiarono a ridere e così anche la vecchia puzzolente scoppiò a ridere e chiese la sua ricompensa. Così i funzionari continuarono a ridere più forte e la presero a turno a calci nel sedere dicendole che quello era il suo premio per essere una spiona e di continuare a lavare i pavimenti, o le avrebbero dato altre ricompense.
Ma Alheen era andato davvero dal contabile Turuc, che era un suo uomo di fiducia e caro amico. Ogni anno Turuc contava i peli della barba di Alheen e riportava il numero su un foglio segreto che nascondeva. E ogni anno Turuc contava cinquemilaquattrocentosettantatré peli di colore nero.
Anche se li avevano contati pochi mesi prima, Alheen gli raccontò del suo ritrovamento e lo pregò di controllare.
Così Turuc contò cinquemilaquattrocentosettantadue peli di colore nero e tutti e due rimasero in silenzio.
Così Turuc ricontò cinquemilaquattrocentosettantadue peli di colore nero e tutti e due rimasero in silenzio.
Poi Alheen scoppiò a piangere e cominciò a darsi pugni sulla testa e Turuc lo fermò prima che si strappasse la barba a grandi ciuffi.
Alheen era disperato e Turuc era dispiaciuto per l’amico. Provò a consolarlo ma non ci riuscì e allora gli disse dopotutto è solo un pelo bianco e menomale che ne è caduto uno bianco!
Ma Alheen si arrabbiò molto e gli disse stupido, non lo sai che se cade un pelo bianco da una folta barba nera è presagio di grande sfortuna? Sei davvero un figlio di un cane e me ne vado prima di prenderti a bastonate!
E infatti dopo pochi giorni Alheen fu colpito da numerose sventure.
Ogni mattino trovava nel lavandino numerosi peli e la sua barba diventava sempre più striminzita e tutti i bambini della città di Ahreheo lo prendevano in giro e gli tiravano addosso le pietre quando passava. Alheen anche dimagrì molto perché tutto il cibo che comprava veniva divorato dalle formiche prima che riuscisse a mangiarlo. Era così asciutto da sembrare un fantasma delle paludi e, siccome molti al lavoro si spaventavano nel vederlo, il magistrato gli ordinò di rimanere a casa per curarsi e non tornare finché non fosse guarito.
Nessuno riconosceva più Alheen e tutti lo scambiavano per un mendicante pidocchioso.
Lui si sentiva a poco a poco morire perché nessuno gli dava del cibo e in casa non ne aveva più.
Così un giorno andò nella locanda di Shyin dove andava sempre, ma Shyin non lo riconobbe e lo cacciò via a manate. Allora provò nella locanda di Assaji dove anche andava sempre, ma Assaji non lo riconobbe e lo cacciò via a calci. Allora provò nella locanda di Semin dove anche andava sempre, ma Semin non lo riconobbe e lo cacciò via a bastonate.
Ormai rassegnato e col corpo livido, Alheen il ricco funzionario del ministero si trascinò verso l’uscita della città, deciso a farla finita.
Proprio mentre superava l’ultima casa, vide uno splendido edifico che non aveva mai visto prima. Era una grossa locanda con enormi tavoli in legno e stendardi dorati a forma di dente di tigre. Alheen pensò che un posto così bello non lo aveva mai visto ed era strano e che avrebbe tanto voluto andarci. Ma nessuno lo avrebbe voluto e lo superò.
Una voce di donna però lo chiamò signore! signore! e lui incredulo si girò e vide questa donna vestita da cameriera che gli faceva segno di avvicinarsi. Lui non si mosse e così la donna andò da lui, lo prese sottobraccio e lo fece sedere a uno dei tavoli. L’uomo rimase meravigliato, ma non fece in tempo a parlare perché la donna scomparve nella locanda.
Dopo un po’ che l’aspettava, la donna tornò con un vassoio pieno di cibi di ogni tipo e Alheen divorò tutto con grande voracità, senza preoccuparsi di sporcarsi tutta la faccia. Tanto non sono più io pensò.
La donna portò molti vassoi per molto tempo e Alheen mangiò tutto.
Perché siete così buona con uno schifoso mendicante chiese e la donna rispose io so chi siete voi. Siete voi che non lo sapete più. Ma io vi voglio aiutare e ora che avete mangiato potete partire. Partire per dove? chiese Alheen. Per le paludi. Dovete cercare Rael lo spirito della palude. Sono sicura che vi si mostrerà e vi aiuterà, anche se vi farà credere di no. Voi fate tutto quello che vi dice e sarete chi eravate.
L’uomo ringraziò la donna molte volte chinando il capo e uscì dalla città.
Arrivò alle paludi dopo molte ore. La notte non lo spaventava più, perché egli stesso era un fantasma e gli spiritelli facevano i dispetti solo agli uomini.
Cercò e cercò, ma non trovò nulla. Era disperato ma continuò a vagare per le paludi.
A un certo punto vide una palla di luce bianca sopra a una pozza di acqua putrida.
Vieni qui e purificati disse la voce di donna più bella che avesse mai sentito.
Alheen pensò che fosse Rael e fece ciò che gli era stato comandato.
Sei proprio uno scemo iniziò a canzonarlo la voce. Sei uno scemo, stupido puzzone di un mendicante fantasmino. Adesso che sei entrato nella pozza il tuo fetore è come quello di dieci elefanti morti. Fai così schifo che le acque non ti annegano perché nemmeno la Morte ti vuole con lei.
Alheen disse è vero.
Adesso devi saltellare come le pulci che vivono nelle tue orecchie e poi rotolare come i maiali nel fango.
Sì disse Alheen e lo fece.
Adesso devi bere tutta l’acqua che puoi bere e non devi né vomitare né cacarti addosso.
L’uomo bevve tutta l’acqua putrida e con grande forza di volontà riuscì a non vomitare e a non cacarsi addosso.
Bravo scemo disse la palla di luce bianca fai più schifo dell’acqua in cui sguazzi.
E sparì.
Alheen scoppiò a piangere e decise di ammazzarsi. Così si inginocchiò e mise la testa sott’acqua e si obbligò di respirare.
Proprio quando i polmoni erano pieni di melma putrida, Alheen spalancò gli occhi e vide una giovane sott’acqua come lui che lo guardava. Era sicuramente la ragazza più bella che avesse mai visto e subito s’innamorò. Lei lo prese per i capelli e lo fece riemergere. I polmoni si riempirono di aria e Alheen vide che la ragazza aveva orecchie di volpe. Capì che era Rael lo spirito della palude. Tu sei un uomo povero, perché sei sempre stato povero disse Rael e dopo un po’ tutte le verità degli uomini si mostrano per quelle che sono. Alheen sapeva che era vero e rimase zitto. È scritto che tu farai cose importanti ma tu hai già sprecato metà della tua esistenza e non hai fatto nulla di buono. Gli dei ti hanno dato tanti talenti e tu li hai usati per accontentarti di una vita mediocre da uomo mediocre e allora è giusto tu muoia e che i tuoi talenti vengano riassegnati a un uomo migliore di te. Alheen sapeva che era tutto vero e allora disse voglio cambiare, ti prego dimmi cosa devo fare, tu hai ragione perché io sono un uomo piccolo piccolo e tu una una giovane ragazza grande grande. Mettimi alla prova, io farò tutto ciò che mi comanderai e non ti deluderò. Rael lo guardò sospettosa, poi gli sorrise e gli disse di tornare a casa. Alheen si innamorò del suo sorriso e tornò a casa pensando solo a esso.
Trascorsero molti giorni e Alheen recuperò l’aspetto e la salute di un tempo: persino la barba ricrebbe folta, nera e rigogliosa. Il suo prestigio tornò a precederlo e per strada tutti lo riverivano e nelle locande tutti lo servivano. Il magistrato gli restituì il suo impiego e tutte le voci su di lui cessarono.
Una sera stava mangiando un cosciotto di capra quando sentì bussare alla porta. Aprì e si trovò davanti la vecchia puzzolente. Ho fame gli disse inginocchiandosi e sbattendo molte volte la fronte contro il terreno. Alheem scoppiò a ridere e stava per chiuderle la porta in faccia, quando si ricordò di cosa volesse dire morire di fame. Allora si affrettò ad aiutare la vecchia puzzolente ad alzarsi e la fece entrare.
La vecchia teneva lo sguardo basso e si vergognava molto, ma Alheen la fece accomodare alla sua tavola e le servì tutte le pietanze che aveva cucinato per sé. La vecchia mangiò tutto molto in fretta e dopo aver ringraziato andò via.
Alheem era molto felice ed ebbe un sonno riposante e ricco di sogni, come non ne aveva da tempo.
Il giorno dopo al ministero vide che la vecchia puzzolente veniva derisa e presa a calci da due giovani funzionari e si ricordò dei calci e delle bastonate che aveva ricevuto anche lui. Allora ordinò smettetela! e li fece frustare cinquanta volte per uno. Da quel giorno nessuno maltrattò più la vecchia.
La sera stessa, all’ora di cena, sentì nuovamente bussare alla sua porta. Era la vecchia che inginocchiata sbatteva la fronte contro il terreno dicendo ho fame. Alheen la portò in casa e la sfamò con tutto il cibo che aveva.
Lei sorrise soddisfatta e sazia e lui si innamorò del suo sorriso.
Così fu per molte sere e molte cene, finché Alheen disse io sono un uomo solo e vedovo e la mia casa ha bisogno di una donna. Io amo il tuo sorriso e soddisfarti mi rallegra e fa sentire un uomo migliore. La donna arrossì e rimase davvero sorpresa quando Alheen le chiese vuoi sposarmi?
Due settimane dopo erano marito e moglie e al matrimonio non era andato nessuno, dato che tutti ridevano della vecchia puzzolente e dicevano che Alheen era diventato matto.
Ma Alheen non se ne curò, perché era molto innamorato e non gli importava d’altro.
Passarono molti giorni e molte notti, quando una sera la vecchia disse non mi sento molto bene e si ammalò.
Alheen era in pena per la sua sposa e il suo animo soffriva.
Mentre piangeva e accendeva numerosi bastoncini di incenso agli dei, pregandoli di salvare sua moglie, successe qualcosa di straordinario.
La vecchia gli disse avvicinati al letto e accarezzò la sua faccia e la sua barba. Alheen piangeva e la donna, veramente colpita per quanta devozione il marito avesse per lei, sorrise. Subito, il suo corpo divenne luce blu e poi azzurra, fino a diventare una palla di luce bianca.
L’uomo non capiva, ma invece di spaventarsi rimase immobile, pronto ad affrontare ciò che sarebbe accaduto.
Ora che ti sei salvato disse la palla di luce bianca riavrai indietro tua moglie.
La luce esplose e tornò a essere corpo e carne.
Alheen ci mise un po’ a riaprire gli occhi accecati dalle scintille bianche e quando riuscì trovò davanti a sé, seduta sul letto, Rael lo spirito della palude.
La giovane ragazza disse hai fatto ciò che volevo quando ero una palla di luce bianca nella palude e mi hai dimostrato rispetto e fedeltà quando ero una vecchia puzzolente. Ora io sono tua moglie perché da molto tempo siamo sposati e la volontà degli dei si realizzerà.
Alheen, grazie a una serie di eventi straordinari, divenne imperatore e con la sua saggezza evitò molte guerre e salvò molte vite. Sotto di lui, il regno fu prospero e la vita serena. Dall’unione con Rael ebbe tredici figli e morì a centotrentasette anni insieme alla propria moglie. Il suo spirito salì in Paradiso e divenne Imperatore del Regno dei Cieli con la sua fedele Rael come regina.

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